06 maggio
Marlene: il prezzo della libertà

marlene dietrich 1931 - by eugene robert richee. Scanned by Frederic. Reworked by Nick & jane for Dr. Macro's High Quality Movie Scans website: http://www.doctormacro.com. Enjoy!
6 maggio 2018

 

Nome
Maria Magdalene Dietrich

Occupazione
Attrice, Cantante

Nata
27 Dicembre 1901

Morta
6 Maggio 1992

 


MARLENE DIETRICH, LA BERLINESE CHE DISSE NO A HITLER

 

Con gli occhi di oggi, si potrebbe superficialmente affermare che le scelte di vita fatte da Marlene Dietrich furono tutto sommato logiche, ovvie, persino comode: una grande attrice agli inizi della carriera se ne va a Hollywood, si schiera con la sua nuova patria e diventa una star.

Niente di più lontano dalla realtà. La Diva pagò a caro prezzo la difesa delle sue convinzioni e della sua libertà: guardata con sospetto negli USA come possibile spia, odiata in Germania come traditrice della patria.

Marlene Dietrich

6 Maggio 1992 – Addio a Marlene Dietrich

Posted by Vistosulweb on Saturday, May 6, 2017

 

Il suo nome, all’anagrafe, era Maria Magdalene Dietrich, figlia di un ufficiale. E del militare prussiano rivela il tratto volitivo, pur incorniciato da un’ammaliante femminilità.

Dopo essere maturata nella rivista berlinese, arriva il trionfo con uno dei primi film sonori, “L’Angelo Azzurro”, che nel 1930 la catapulta a Hollywood, alla Paramount. Si sposa e ha anche una figlia ma, come in altri aspetti della sua vita, anche sentimentalmente rimarrà sempre libera, avendo svariati legami con uomini e donne.

Nonostante l’ammirazione sviscerata nei suoi confronti sia da parte del Führer che di Goebbels, e nonostante le tante personalità femminili tedesche che sostenevano apertamente il nazismo (Eva Braun, Leni Riefenstahl, Magda Goebbels, Winifred Wagner), Marlene non perdona alla Germania il nazismo e l’antisemitismo. Hitler la adora come attrice (si fa proiettare privatamente i film da lei interpretati) ma non riesce in nessun modo a portarla dalla sua parte: la definirà “una iena”.

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Negli USA, d’altro canto, l’alone di sospetto che aleggia intorno alla sua figura non viene fugato neanche dalla sua richiesta di diventare cittadina americana. Durante la guerra, Marlene giunge persino ad accompagnare le truppe alleate con le proprie esibizioni, sia in Nord Africa che sul suolo europeo: ma soltanto nel 1961 la sua sincerità sarà pienamente riconosciuta.

In Germania, dopo la guerra, l’atmosfera continua ad esserle sfavorevole. All’accoglienza ricevuta con grida ostili e cartelli che la invitano ad andarsene (“Marlene, go home”), replica con leggerezza e disincanto: “Mi amano e mi odiano contemporaneamente”. Ma alla fine decide: “Non voglio più vedere nessuno”; e si chiude a Parigi, vivendo isolata.

Muore nel 1992. È sepolta a Berlino, nel suo quartiere, Schöneberg; una piccola tomba, una semplice aiuola fiorita. Sulla lapide c’è un verso del poeta tedesco Theodor Körner:

“Hier steh ich / an den Marken/ meiner Tage” (Qui giaccio, alla pietra miliare dei miei giorni) – Marlene 1901-1992”

 

Riceverà la cittadinanza onoraria berlinese nel 2002.



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