Siamo contro le infibulazioni

di Redazione

Siamo contro le infibulazioni

| giovedì 07 Feb 2019 - 10:39
Siamo contro le infibulazioni

Il 6 febbraio si celebra la Giornata mondiale contro le mutilazioni genitali femminili, che vengono ancora praticate soprattutto in Africa. 

L’infibulazione (dal latino fibula, spilla) è una mutilazione genitale femminile. Consiste nell’asportazione della clitoride (escissione della clitoride), delle piccole labbra, di parte delle grandi labbra vaginali con cauterizzazione, cui segue la cucitura della vulva, lasciando aperto solo un foro per permettere la fuoriuscita dell’urina e del sangue mestruale.


Ha origine esclusivamente culturale, e oggi è adottata e praticata in molte società dell’Africa, della penisola araba e del sud-est asiatico.

Le origini delle mutilazioni femminili sono legate a tradizioni dell’antico Egitto; da qui il nome di “infibulazione faraonica” che le viene dato in Lingua araba (الختان الفرعوني, al-khitān al-firaʿūnī).

Si calcola che in Egitto, nonostante la pratica sia vietata, ancora oggi tra l’85% e il 95% delle donne abbia subito l’infibulazione.

La Somalia, dove la pratica è diffusa al 98%[2], è stata definita dall’antropologo de Villeneuve le pays des femmes cousues, il paese delle donne cucite.

Tratto da Wikipedia

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