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Ci sono tre allenatori debuttanti in serie A, e nel giorno in cui inizia il campionato volevo dedicare loro un pensiero, perché la novità è il sale dello sport – oltre che della vita – e perché la tanto decantata varietà tattica del nostro calcio ultimamente soffre un po’ la sindrome della stanza chiusa. L’aria non circola più come una volta, le squadre tendono tutte ad assomigliarsi, una classe di – come li definiamo? – santoni del nostro football si scambia le panchine migliori finendo per omologarle, tanta difesa a tre – che in Europa quasi non esiste – e tanto gioco uomo su uomo. Cesc Fabregas e il suo ricco Como sono stati una boccata d’aria fresca, questo sì, calcio posizionale di chiara ispirazione spagnola, tecnico, veloce, letale, e ovviamente in molti hanno spiegato la qualificazione alla Champions soltanto con il talento dei giocatori. Ma non è un problema. In attesa che si alzi la qualità del dibattito, speriamo che Domenico Tedesco, Ignazio Abate e Alberto Aquilani portino in serie A idee nuove e determinazione a imporle. Abbiamo raccontato da poco sul giornale i tre allenatori italiani che quest’anno avranno un volante in Champions League pur non avendo mai allenato in serie A: Enzo Maresca, che ebbe una fugace esperienza in B al Parma e ora ha ereditato da Guardiola il Manchester City, Francesco Farioli che ha vinto lo scudetto portoghese con il Porto, Davide Ancelotti che è finalmente riuscito a fuggire da papà – stiamo scherzando – per accasarsi al Lille. Tedesco, Abate e Aquilani li completano e ovviamente non sognano altro che di raggiungerli in Champions.Contrariamente a quel che si potrebbe pensare, nessuno dei tre ha preso una squadra destinata a lottare per la salvezza. Tedesco è stato scelto dal Bologna, una piazza che in questi anni è stata particolarmente sensibile alle innovazioni, redditizie poi visto che Thiago Motta ha portato una magnifica qualificazione in Champions e Italiano addirittura la coppa Italia. Tedesco è cresciuto in Germania, ha già allenato una nazionale, il Belgio, e il suo tratto migliore è stato quello al Lipsia. Siamo curiosi di conoscerlo.Il Torino si è assicurato il tecnico più interessante della scorsa serie B, che poi è anche un suo ex-giocatore: non solo Abate ha portato la Juve Stabia al settimo posto nella stagione regolare, ma nelle semifinali dei playoff ha dato filo da torcere al Monza. Sotto la sua guida è esploso il talento cristallino di Alessio Cacciamani, prodotto del vivaio granata che è tornato alla base assieme a lui. Facile che non sia un caso.Il terzo uomo è Alberto Aquilani, l’ha ingaggiato il Sassuolo per rimediare all’addio di Grosso, e anche nel suo caso c’è un brillante campionato di serie B, al Catanzaro, a testimoniarne le qualità. Aquilani ha sfidato il Monza nella finale playoff, ed è andato ancora più vicino a fare il colpaccio promozione. Che a lui peraltro è riuscito. Ci aspettiamo molta aria fresca, da questi tre debuttanti. Intanto, buon campionato a tutti.