È iniziata da una chat apparentemente come tante: un nickname, un’età dichiarata e nessun vero controllo su chi ci sia dall’altra parte dello schermo. All’inizio arrivano domande innocue.
Come ti chiami? Quanti anni hai? Cosa ti piace?
Poi qualcosa cambia.
“Sei sola?”
“C’è tua madre?”
“Non dirlo a nessuno.”
“Facciamo che resta un segreto.”
Per mesi ho seguito le conversazioni e ricostruito passo dopo passo il percorso dell’adescamento: la conquista della fiducia, la manipolazione, le richieste sessuali, le immagini, le videochiamate, i soldi, i regali e i tentativi di portare il rapporto fuori dalla chat.
Ma andando avanti ho scoperto che il problema non erano soltanto i singoli utenti. Dietro alcuni nickname c’erano persone alla ricerca di immagini, di altre vittime e di nuovi contatti.
E quello che sembrava essere iniziato in una semplice chat mi ha portata molto più lontano: dentro i circuiti dove questo materiale viene raccolto, scambiato e fatto circolare.
Sono Elisabetta Rosso e questa volta mi sono infiltrata in chat di adescamento online. Se volete vedere quello che ho scoperto (e vi preparo, è dura!), lo trovate qui: https://fanpa.ge/dXN3x
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