Per entrare hanno dovuto farsi spazio tra scatole, sacchetti e pacchi accatastati fino a ostruire i passaggi. Poi, a terra, il corpo della donna. Aveva 57 anni ed era rimasta intrappolata nel suo stesso appartamento, trasformato nel tempo in un deposito: una massa di oggetti accumulati che avrebbero finito per soffocarla. A far scattare l’allarme è stato il compagno che da giorni non riusciva più a contattarla.
Sul posto sono intervenuti i carabinieri insieme ai vigili del fuoco. La tragedia si è consumata in un appartamento al primo piano in centro a Verona. L’allarme è scattato nella tarda serata del 26 marzo, intorno alle 23.30, quando la sala operativa dei vigili del fuoco è stata mobilitata dai carabinieri per fornire supporto tecnico. Il compagno della donna, preoccupato dal silenzio che durava ormai da un paio di giorni, aveva infatti segnalato la scomparsa facendo avviare le ricerche che hanno condotto i militari davanti alla porta sbarrata dell’abitazione.
Una volta forzato l’ingresso i soccorritori si sono trovati di fronte a una scena surreale: l’intero appartamento era stato trasformato in un deposito impenetrabile. Pile di pacchi ancora sigillati, acquisti recenti e sacchetti colmi di oggetti mai usati formavano pareti di cartone così fitte da rendere l’abitazione quasi inagibile. Secondo le testimonianze di chi è intervenuto il volume dei materiali accumulati era tale da far dubitare che in quegli spazi si potesse ancora condurre una vita normale.
