Ci sono registi che si riconoscono nei generi, e altri che attraversano registri narrativi e storie. Un autore che da quasi trent’anni attraversa epoche, idee e grandi domande sull’esistenza è Alejandro Amenábar, vincitore del Premio Oscar e del Golden Globe per Mare dentro. Da Tesis ad Apri gli occhi, da The Others ad Agora, il cineasta cileno-spagnolo ha costruito una filmografia costellata da quesiti, ma uno in particolare riecheggia in maniera costante: cosa resta dell’essere umano quando viene privato delle proprie certezze?
Il Prigioniero, presentato al Torino Film Festival nel novembre 2025, in sala dal 10 giugno, racconta, come esplicita il titolo, di libertà – e in questo caso, della sua mancanza. Il protagonista è una delle figure più importanti della cultura occidentale: Miguel de Cervantes, ma in una veste nuova, raramente esplorata. Non l’autore del Don Chisciotte, ma il giovane uomo che ancora ignora il proprio destino.
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