Il professor Maurizio Righetti dell’università di Bolzano ha simulato in laboratorio il fenomeno
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Riaperte le indagini sulla morte di Hanna Shabratska e Oleksii Shabratskyi, madre e figlio di 52 e 17 anni annegati nel lago di Garda il 16 luglio 2024. Il gip ha disposto ulteriori approfondimenti al fine di accertare quale sia l’ufficio provinciale competente per la gestione e la sicurezza del tratto di lago dove i due sono deceduti. Il punto, secondo l’avvocato del compagno della donna che si era opposto alla richiesta di archiviazione del pm, è la pericolosità di quello specchio dove si formerebbero diversi vortici pericolosi e dove non c’era il divieto di balneazione. In tal senso l’avvocato del compagno ha depositato una memoria, corredata da video, frutto della consulenza affidata al professor Maurizio Righetti. L’ingegnere dell’università di Bolzano ha simulato in laboratorio il fenomeno della «corrente di densità». Si tratta, sostanzialmente, dell’effetto «vortice» che si crea quando l’acqua fredda (come quella del torrente Varone, compresa tra i 7 e i 15 gradi) incontra quella più calda (come quella del lago di Garda, che a luglio 2024 si attestava tra i 23 e i 26 gradi): la prima, in quanto più densa e più pesante, precipita verso il fondo del lago, trascinando con sé un eventuale bagnante. Esattamente quello che sarebbe avvenuto per madre e figlio che sono stati «risucchiati» verso il fondo del lago.
