Tre minuti e mezzo di video, una scena concitata nel cuore del centro commerciale, sei persone impegnate a terra per bloccare un uomo. E, intorno, clienti con il carrello che si fermano a guardare.
Le immagini dell’arresto avvenuto il 14 agosto all’Esp di Ravenna hanno iniziato a correre sui social, riaccendendo un dibattito destinato a spaccarsi in due: da una parte chi parla di un intervento eccessivo, dall’altra chi difende i carabinieri e ricorda perché siano intervenuti.
Nel filmato si vedono due militari dell’Arma impegnati a immobilizzare un uomo con le treccine, aiutati da quattro addetti alla sicurezza del centro commerciale, alcuni dei quali indossano la divisa bianca. L’uomo si dimena, urla, cerca di divincolarsi. Una voce dal pubblico commenta: “Questo è abuso di potere”. Un’altra sostiene che “non ha fatto niente di male” e che i carabinieri sarebbero arrivati “così dal nulla”.
La scena è tutt’altro che tranquilla. I militari cercano di contenerlo mentre lui grida “abuso di potere, aiuto”. A un certo punto, con il volto rivolto verso il pavimento, ripete più volte: “Non respiro, non respiro! Mi stanno uccidendo”. Poi ancora: “Assassini”, “Liberatemi subito”. Quando ormai è ammanettato e i carabinieri sono in piedi, continua a protestare: dice di soffrire d’asma e chiede di essere lasciato andare. “Questa è l’Italia, sotto gli occhi di tutti”, urla.
Intanto la scena prosegue tra le corsie e gli spazi del centro commerciale. Qualcuno osserva, qualcuno filma. L’uomo viene infine accompagnato fuori a fatica, perdendo anche le ciabatte durante il tragitto. Il video si chiude così, con i militari e il personale dell’Esp che lo conducono all’esterno. Ma c’è un pezzo della storia che nelle immagini non c’è.
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