Coinvolte 16 persone: cinque agli arresti
Sedici persone sono indagate in un’inchiesta per caporalato condotta dai carabinieri e dalla Procura di Foggia. Tra loro la moglie del Capo Dipartimento per le Libertà Civili e l’Immigrazione del ministero dell’Interno, Michele Di Bari, che si è dimesso. Reclutavano tra le baracche del ghetto di Borgo Mezzanone manodopera per aziende agricole del territorio da impiegare nei campi del Foggiano. In carcere sono finiti un senegalese e un gambiano, che erano l’anello di congiunzione tra i rappresentanti delle aziende e i braccianti. Tre persone sono agli arresti domiciliari. Per gli altri 11 indagati, tra cui la moglie di Di Bari, è scattato l’obbligo di firma. Il reato di caporalato è regolamentato dalla legge 199 del 2016, che prevede la reclusione da un uno a sei anni e la multa da 500 a 2.000 euro per ogni lavoratore reclutato. La pena è aggravata quando il reato è compiuto mediante violenza o minaccia: da 5 a 8 anni e multa da 1.000 a 2.000 euro. ( Ansa – CorriereTv ). Guarda il video su Corriere: https://video.corriere.it/cronaca/caporalato-foggia-indagata-moglie-un-dirigente-viminale/0a64457e-59d6-11ec-a7f8-dae72bf3ca0c