"I miei furono travolti dalla richiesta di interviste, di quello che accadeva fuori il nostro dramma personale. E poi le notizie arrivarono tramite i giornali e la tv. E da un lato avevo mio fratello e da un lato avevo la descrizione di un ragazzo che non corrispondeva affatto a mio fratello. Perché quello che è stato fatto immediatamente è stato buttare fango su Carlo. Un meccanismo che avviene spesso in tutti i casi di omicidi fatti dalle forze dell’ordine: la prima cosa che viene fatta è screditare la persona che è stata ammazzata"
Elena Giuliani descrive il bisogno fisico e viscerale di aggrapparsi al corpo e al ricordo di suo fratello, isolandosi dal rumore politico e mediatico per difendere l’intimità di un dolore che, in quel momento, apparteneva solo alla sua famiglia.
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