«Non è stata legittima difesa, ma una reazione violenta a scoppio ritardato. Questo è il punto cruciale: non si può istituzionalizzare una rivalsa simile». Biagio Mazzeo, procuratore capo di Asti e titolare dell’accusa nel processo di primo grado contro Mario Roggero, rivendica la correttezza della sentenza definitiva che ha condannato il gioielliere a 14 anni e 9 mesi di carcere.
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