Il 14 febbraio 1989 la vita di Salman Rushdie cambia per sempre. L’Ayatollah Khomeini emette una fatwa contro di lui, condannandolo a morte per il romanzo “I versi satanici”, considerato blasfemo. Da quel giorno vive sotto scorta. Il 12 agosto 2022 viene accoltellato da Hadi Matar durante un incontro pubblico a Chautauqua, nello stato di New York. Sopravvive, ma perde un occhio e la mobilità di una mano.
In questo video ricostruiamo cosa significa davvero quella condanna: non la risposta a un libro, ma un atto politico per colpirne uno e intimidire milioni. Non è solo una storia lontana. È una chiave per capire cosa succede ovunque quando una voce diventa scomoda.
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Autori del video: Francesca Monterisi e Saverio Tommasi
IA e montaggio: Luca Tesone e Francesca Monterisi
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0:00 L’attentato a Salman Rushdie, un attacco alla libertà
0:55 La fatwa contro Salman Rushdie
2:25 Cos’è una fatwa e perché è uno strumento di potere
3:31 Rushdie sotto scorta: una vita in fuga
5:07 Chi ha aggredito Salman e cos’è successo dopo
6:19 Libertà di espressione e potere: gli intrecci con il presente
8:57 La più grande lezione di Salman Rushdie
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