«Arrabbiato? Certo, lo sono, ma non li odio. Chi odia, soffre ancora». Anzi, con quei ragazzi che lo hanno reso invalido dopo un’aggressione avvenuta lo scorso ottobre nella zona dei locali di corso Como, a Milano, ha avviato una «conversazione aperta». La lettera di Davide Simone Cavallo, lo studente 22enne aggredito, accoltellato e reso invalido da cinque giovani (tre dei quali minorenni) durante una rapina per un bottino di 50 euro, ha fatto breccia nel cuore di molti lettori. Un lungo testo nel quale spiega perché perdona i responsabili – «ho compassione per loro» – e racconta la sua nuova quotidianità con parole semplici e straordinarie: «Ho perso le gambe, non la voglia di vivere».
