Difendiamo il giornalismo di inchiesta

di Redazione

Difendiamo il giornalismo di inchiesta

| venerdì 04 Settembre 2026 - 17:32

Credimi: il giornalismo d’inchiesta non ti piace, se hai un po’ di potere.
Puoi essere di destra o di sinistra, politico o imprenditore, più o meno onesto.
Ma sapere che c’è qualcuno che indaga su di te, che fa le pulci al modo in cui lavori, che ti rompe le scatole con domande scomode, e che non si accontenta delle tue risposte, non è per niente piacevole.

Ed è per questo che è raro che chi ha un po’ di potere difenda il giornalismo d’inchiesta quando è sotto attacco. Nel migliore dei casi alza un po’ la voce. Molto spesso si gira dall’altra parte. Qualche volta, quando le domande diventano troppo scomode, fa di tutto per tappargli la bocca.

Contesta il metodo.
Delegittima i giornalisti.
Li colpisce al portafogli con querele temerarie.
A volte li minaccia fisicamente.
Tutto, pur di non rispondere nel merito a domande fastidiose.

Ecco perché il giornalismo d’inchiesta non lo difende mai nessuno.
Certo, qualche volta le opposizioni. Ma – fateci caso – solo quando fa comodo a loro.
O quando il giornalismo d’inchiesta fa il lavoro al posto loro.

Eccezioni.

Per il resto, il giornalismo d’inchiesta si deve difendere da solo.

A meno che.

A meno che non lo difendiamo noi.
Perché, per chi non ha altro potere, né politico né economico, né di destra né di sinistra, il giornalismo d’inchiesta è un alleato fenomenale.
Perché racconta la realtà per quella che è.
Perché mostra quel che nessun altro vuole mostrare.
Perché rende vulnerabile qualunque potere, anche il più monolitico.
Perché difende chi non ha altro potere che la verità.

Però non voglio esagerare con le chiacchiere sul giornalismo d’inchiesta. Né mi arrogo il diritto di alzare il ditino e dire cosa sia o cosa non sia giornalismo d’inchiesta.
Semplicemente, perché a Fanpage non parliamo di giornalismo d’inchiesta.
Noi facciamo giornalismo d’inchiesta.

Lo facciamo quando mostriamo quel che accade dentro i partiti politici o nelle istituzioni. O nei sindacati e nelle comunità di recupero. Quando entriamo in luoghi in cui nessuno è mai entrato.
Quando mostriamo cosa c’è dietro il volto rassicurante di chi ti vuole vendere un sogno.
O, banalmente, quando raccontiamo anche il più piccolo degli abusi di potere.

Che sia una grande o una piccola inchiesta, però, è sempre il frutto del lavoro di persone che pagheranno per noi il prezzo di aver svelato la verità: infami, spioni, terroristi, nemici pubblici. Decidete voi l’insulto preferito.

Lo facciamo grazie al coraggio dei nostri giornalisti.
All’indipendenza del nostro giornale.

Ma anche e soprattutto grazie al sostegno e alla libertà che ci dai tu che ci sostieni.
Perché non c’è giornalismo d’inchiesta che può reggersi sulle spalle della politica, o degli sponsor.

Per questo è importante sostenere il giornalismo d’inchiesta.
Per questo è importante sostenere Fanpage.
Perché ogni persona che ci sostiene è una domanda in più, un’inchiesta in più, una verità in più.

Grazie!

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