«L’ho lasciata che faceva colazione poi sono andato a scuola per per parlare con gli insegnanti delle sue sorelle più piccole. All’improvviso ho ricevuto una telefonata. Un amico mi ha detto che c’era stato un incidente mortale sulla rotonda. D’istinto, credo, ho chiamato mia figlia perché sapevo che era passata in quel punto per prendere un autobus. Era il suo primo giorno di lavoro. Lei non mi ha risposto. Sono corso lì e l’ho vista a terra». Si copre il volto con le mani e piange Boubakar Barry, papà di Mariama, la ventenne investita martedì mattina sulla rotonda dei Tre Ponti a Santa Maria di Sala (Venezia), lungo via Noalese, a meno di un chilometro e mezzo da casa sua.
La giovane avrebbe camminato lungo la pista ciclabile per arrivare ai Tre Ponti e in prossimità della rotonda (gli agenti stanno cercando immagini per capire dove esattamente) ha attraversato per andare verso sinistra, dove c’è la fermata dell’Actv del bus 3E che raggiunge Mirano per andare Mestre. Mariama non è riuscita a completare l’attraversamento: forse urtata da un camion, il cui conducente dopo aver visto il corpo a terra dallo specchietto si è fermato, è stata travolta subito dopo da un Fiorino rosso mentre era a terra. Per Mariama non si è potuto fare nulla. All’arrivo dei sanitari del Suem era morta e il corpo è rimasto adagiato sull’asfalto fino dopo mezzogiorno, quando la polizia locale di Santa Maria di Sala ha terminato i rilievi per ricostruire la dinamica dell’incidente. La ventenne si era appena diplomata all’istituto Ettore Majorana di Mirano ed era al suo primo giorno di lavoro.