Europarlamento “teatrale” con diverbio dopo voto emendamento

di Redazione

Europarlamento “teatrale” con diverbio dopo voto emendamento

| giovedì 09 Giugno 2022 - 13:34

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Bruxelles, 9 giu. (askanews) – Colpi di scena, scambi di accuse reciproche e atmosfera accalorata nella plenaria del Parlamento europeo a Strasburgo, durante il voto sulla complessa riforma del mercato dei permessi di emissione di CO2; si tratta di uno dei dossier più importanti del pacchetto "Fit for 55", uno dei nodi del Green Deal.

Il gruppo dei Verdi ha deciso all’ultimo di votare contro un emendamento del Partito Popolare, che rinviava al 2034 l’eliminazione totale dei permessi di emissione gratuiti per l’industria ad alto consumo di energia.

Con soli 265 voti a favore (sostanzialmente tutto il Ppe e tutto Renew, con in più 16 socialisti) e ben 340 voti contrari (Sinistra, Verdi e socialisti e democratici, più le destre), il testo è stato bocciato.

A questo punto la plenaria ha vissuto scene davvero memorabili: la costernazione del relatore del Ppe, il tedesco Peter Liese, un navigatore abile ed espertissimo dell’Europarlamento, che non si aspettava assolutamente questa sconfitta; il capogruppo di Renew, Stéphane Séjourné, che rivolto alla capogruppo socialista, Iratxe Garcìa, indicava con le due mani la destra e la sinistra dell’Aula, accusandole di una convergenza contro natura per schiacciare il centro; la stessa Iratxe Garcìa che rispondeva unendo in parallelo i due indici e poi aprendo le braccia, a significare che il Ppe aveva voluto unirsi alla destra, e che questo aveva portato alla bocciatura dell’Aula; il presidente della commissione Ambiente, Pascal Canfin (francese di Renew) che andava a parlare con Liese per suggerirgli una via d’uscita. E in tutto questo la presidente del Parlamento europeo, Roberta Metsola, che interveniva con molto humour e intelligenza per cercare di calmare le acque.

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