Eyal Mizrahi, presidente della federazione Amici di Israele, torna sull’espressione “definisci bambino” pronunciata da Mizrahi durante un dibattito televisivo sulla guerra a Gaza che ha innescato la violenta reazione in diretta di Enzo Iacchetti e non poche polemiche. Il leader della federazione ha voluto chiarire a margine di un flash mob della comunità ebraica milanese.
“Ho detto ‘definisci bambino’ perché la definizione di bambino è diversa a seconda dell’interlocutore. Secondo l’Onu lo è al di sotto dei 18 anni, per noi occidentali al di sotto dei 10. I palestinesi arruolano bambini in combattimento dai 14 anni, gli mettono un mitra in mano e li mandano a combattere. Durante la guerra l’età è scesa ai 12 anni. Sono loro che mettono a rischio la vita di tantissimi ragazzi”, ha dichiarato Mizrahi.
Il presidente ha inoltre spiegato le difficoltà operative dei soldati israeliani: “Per un soldato è difficile riconoscerli da lontano: se vede qualcuno che gli punta un mitra spara. Quasi la metà dei combattenti di Hamas ha tra i 15 e i 18 anni. Per l’Onu sono bambini, per Israele sono combattenti”.
Secondo gli ultimi dati pubblicati dal ministero della Sanità di Gaza, dall’ottobre 2023 sono stati uccisi almeno 20.000 bambini – circa il 2% della popolazione infantile di Gaza – e altri 41.000 sono rimasti feriti. Più di mille dei bambini uccisi non avevano ancora compiuto l’anno di vita. Quasi la metà di questi neonati è nata durante la guerra.
Le dichiarazioni di Mizrahi sono avvenute durante un flash mob organizzato in piazza San Carlo, nel cuore di Milano, a due anni dalla strage del 7 ottobre. Un centinaio di persone, convocate dall’associazione Pro Israele, hanno partecipato alla manifestazione esponendo bandiere israeliane e cartelli per chiedere la liberazione degli ostaggi. I partecipanti hanno intonato canzoni israeliane, tra cui l’inno nazionale, e molti indossavano cordini gialli in memoria degli ostaggi ancora in mano a Hamas.
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