L’apertura il 28 settembre sul Lungarno Serristori, a Palazzo San Giorgio
Guarda il video su Corriere: https://video.corrierefiorentino.corriere.it/firenze-un-viaggio-nel-tempo-e-nell-arte-del-collezionista-roberto-casamonti/d920aae4-2607-427a-8a45-374e58920xlk
Ci sono collezionisti che guardano le opere d’arte con gli occhi del pubblico, pensando, prima o poi, di condividerle in uno spazio aperto a tutti, restituendole alla comunità. Lo fa da oltre mezzo secolo Roberto Casamonti che, animato da passione e attrezzato nel metodo, dopo l’istituzione del primo percorso espositivo, otto anni fa a Palazzo Bartolini Salimbeni, assegna una nuova vita alla sua immensa collezione, che apre il 28 settembre sul Lungarno Serristori, a Palazzo San Giorgio. Tre anni di cantiere sotto la regia dello studio Archea Associati su progetto dell’architetto Marco Casamonti, sembrano passati in un battibaleno.
Ora la visione delle 250 opere distribuite su due piani in 28 sale, ripagano ogni sforzo. Sotto l’egida dell’Associazione per l’arte e la cultura – Collezione Casamonti il percorso museale immerge il visitatore in una galassia di movimenti, generazioni e linguaggi differenti, alternando nuclei storici, confronti tra artisti e approfondimenti dedicati alle principali ricerche stilistiche e artistiche del Novecento e della contemporaneità. L’allestimento mette insieme opere italiane e internazionali, segnalando le reciproche influenze in un arco temporale che copre il XX secolo ma si spinge con disinvoltura oltre, dando spazio ad artisti viventi.Tra i numerosi artisti ci sono Balla, Kandinsky, Dalì, Magritte, Fontana, Burri, Warhol, Viola, Abramovic, Pistoletto, Boetti, Christo, Kiefer, Cattelan, Kapoor. «È il dono del gallerista a Firenze — dice il direttore Jonathan Paonetti — un viaggio visivo straordinario nell’arte, con la ricostruzione in un unico luogo di tracce del tempo definite da ogni singola opera in mostra. Un luogo privilegiato per la ricerca, la contemplazione e il costante incontro con la bellezza espressa dagli artisti in più di un secolo. Questa collezione — aggiunge il direttore — evidenzia da un lato l’identità di un collezionista d’arte dal gusto genuinamente romantico: le opere vengono acquisite non per il loro valore di mercato ma esclusivamente per il loro valore estetico e culturale. Il collezionismo è di per sé un’arte, un atto di cura, di intuizione e di visione». (Loredana Ficicchia)