Pur per motivi opposti, con le sue cugine Marco Poggi condivide da quasi 19 anni il destino di vivere con addosso il «mirino» del tribunale dei social. Le «gemelle K» perché fin dal giorno uno si esposero a favor di telecamere. Il fratello di Chiara per il motivo contrario. Per essersi «inabissato» lontano da attenzioni spesso morbose. La sua riservatezza, il web l’ha trasformata in «colpa». E in accuse infamanti. Di essere l’assassino. O il complice di Andrea Sempio, suo storico amico, lui sì indagato per l’omicidio. «Essere accusato di essere coinvolto nell’omicidio di Chiara, di essere un autore, è una cosa che difficilmente mi andrà più via». E «tutto il fango che abbiamo subito non ci scivolerà mai addosso».