Gianni Alemanno è uscito dal carcere di Rebibbia a Roma. Camicia blu, pantaloni neri, barba di pochi giorni, l’ex sindaco di Roma è stato accolto da un centinaio di sostenitori che scandivano il coro «Uno di noi, Gianni uno di noi». Sul posto anche decine di giornalisti, cameraman e diversi esponenti del mondo politico romano.
«Ho fatto un anno e mezzo di carcere da innocente e non dovevo stare qua. Ho rivisto e ho conosciuto una realtà terribile che è una vergogna per la nostra Repubblica – ha detto Alemanno appena rilasciato, parlando alla folla di cronisti -. Il carcere in Italia è un’ offesa per come tratta la gente, ma soprattutto perché non dà a chi se lo merita una possibilità di cambiamento: parlerò con Nordio, sul sovraffollamento il governo non ha fatto nulla, e cercherò di avere un incontro al Dap, questa situazione va risolta: c’è il 140% di sovraffollamento, stanotte ha fatto un caldo allucinante come in tutta Europa, però lì non c’è nessuna possibilità di difendersi».