Il padre di Giulia Cecchettin, uccisa nel 2023 dall’ex fidanzato, a Firenze per il progetto di formazione, finalizzato a prevenirla, rivolto agli insegnanti dei bimbi dai 3 ai 10 anni
Guarda il video su Corriere: https://video.corrierefiorentino.corriere.it/gino-cecchettin-meno-slogan-e-piu-formazione/986fc2ef-2821-4cd9-9e9f-220b8a40cxlk
Gino Cecchettin, il padre di Giulia uccisa nel 2023 dall’ex fidanzato Filippo Turetta, è a Firenze per parlare di violenza di genere e per avviare un progetto di formazione, finalizzato a prevenirla, rivolto agli insegnanti dei bimbi dai 3 ai 10 anni. È moderato ma fermo davanti ai passi indietro della politica rispetto all’educazione sessuo-affettiva nelle scuole. Sulle polemiche di Roberto Vannacci, che chiede di sospendere gli accordi presi dalla sua Fondazione con il Ministero dell’Istruzione, e sulle ricadute del Ddl Valditara, in cui si vieta questo insegnamento per la formazione primaria, dice pacato: «Più che procedere con slogan e propaganda le azioni da intraprendere sono quelle che ci consigliano gli specialisti, sociologi e pedagogisti. E loro confermano che la formazione è essenziale per prevenire fatti tragici come quello che ha vissuto la mia famiglia». La parola femminicidio, bandita dal vocabolario del generale di Futuro Nazionale, non la cita neanche. Va oltre. Finora in un anno e mezzo di lavoro la fondazione ha raggiunto 100 mila studenti. A breve, per il secondo anno consecutivo, grazie a un protocollo d’intesa con l’Università e con la Regione Toscana, che ha investito 45 mila in questo progetto, 500 fra quelli che un tempo chiamavano maestri, qui in Toscana faranno scuola anche loro, per evitare di far ricorso troppo spesso anche loro a luoghi comuni sessisti. Un esempio per tutti: «Se non hai ancora il diario chiedi alla mamma di comprarlo». Lui della sua Fondazione dice: «A lavorare per questo progetto mi spinge quel dolore e il desiderio di vedere Giulia viva. Giulia rispecchia tante donne che potremmo salvare». Sulla sua storia e sulle ricadute devastanti che ha avuto per lui e la sua famiglia, il 5 novembre uscirà un film, Se domani non torno, che prende spunto dal libro di Gino, Cara Giulia. Quello che ho imparato da mia figlia. Per lui che mantiene dolcezza e capacità di dialogo malgrado tutto: «È la continuazione di un percorso di formazione che vuole raccontare le emozioni generate dall’omicidio di Giulia».