Un casco, occhiali da softair, due coltelli e uno smartphone fissato sulla testa per filmare tutto.
Perché un tredicenne dovrebbe accendere una telecamera prima di entrare a scuola e aggredire la sua professoressa? E soprattutto: chi avrebbe dovuto guardare quel video?
Ho seguito le tracce della registrazione. Dalle chat private ai social, fino alle community dove i video di violenza vengono condivisi, commentati, trasformati in meme e, in alcuni casi, cercati come trofei.
Sono partita da una scritta sulla maglietta: TMD, Total Muslim Death. Da lì ho ricostruito conversazioni, commenti e la circolazione del video per capire cosa succede dopo un’aggressione, quando la violenza diventa contenuto.
E c’è una domanda ancora più inquietante: può quel contenuto diventare un modello per qualcun altro?
Guarda il video completo: https://fanpa.ge/kIrA6