I Persiani di Eschilo, una tragedia di oggi: perché dopo 2500 anni gli imperi continuano ancora a…

di Furio Piccione

I Persiani di Eschilo, una tragedia di oggi: perché dopo 2500 anni gli imperi continuano ancora a…

| mercoledì 17 Giugno 2026 - 14:58

Al teatro greco di Siracusa in scena la più antica opera teatrale giunta integra e messa in scena dal regista Àlex Ollé con la traduzione di Walter Lapini. Un’opera di un’attualità disarmante

Guarda il video su Corriere: https://video.corriere.it/cronaca/i-persiani-di-eschilo-una-tragedia-di-oggi-perche-dopo-2500-anni-gli-imperi-continuano-ancora-a-fare-la-guerra/8ead5676-195e-4253-92a3-b1bf591c6xlk

I Persiani di Eschilo, rappresentata per la prima volta nel 472 a.C. ad Atene, è l’opera tragica piu antica giunta fino a noi nella sua integrita, probabilmente a partire dalla seconda versione messa in scena a Siracusa nel 467 a.C. Racconta la notizia della tremenda sconfitta dell’impero persiano guidato dalla hybris (arroganza) di Serse totalmente distrutto nella battaglia di Salamina nel 480 AC, quindi otto anni prima della messa in scena. Una cronaca molto viva dei fatti per gli ateniesi di allora: lo stesso Eschilo aveva perso un fratello in quella guerra. Eschilo ha il colpo di genio: ambienta la tragedia a Susa (la capitale persiana) e per la prima volta mette in scena i vinti. Lo sconforto e l’angoscia della regina madre Atossa (moglie di Serse e madre di Dario) e dei dignitari di corte che apprendono la tragica notizia. Una storia di imperi insaziabili e bramosi di conquiste continue, una storia di giovani soldati che muoiono senza un motivo, di genitori che sopravvivono ai figli, di mogli che rimangono senza mariti e figli piccoli senza padri. La tragedia della guerra, sempre la stessa. ​Rivederla in quello stesso teatro di Siracusa nel giugno del 2026 – esattamente 2493 anni dopo – messa in scena dal regista spagnolo Àlex Ollé (una delle menti creative de La Fura dels Baus) con la potente e delicata traduzione del grecista Walter Lapini è un’esperienza disarmante. Sembra tutto molto, troppo attuale. «E chi è il loro padrone? Chi comanda quel popolo?» chiede la regina Atossa parlando degli ateniesi che hanno travolto i persiani. Il coro risponde: «Non hanno un padrone, non sono schiavi di nessun uomo. Questo è ciò che si dice di loro». ​«I Persiani – dice il regista Ollè – e una critica all’imperialismo delle grandi potenze. Ed è rimasto tutto purtroppo uguale. Basta vedere Trump e Putin». «I Persiani – dice Walter Lapini – sono un capolavoro ma anche una lezione di stile, non solo letterario».Un cast di alto livello completa ed esalta la potenza della messa in scena: Anna Bonaiuto Atossa, Giuseppe Sartori il Messaggero, Alessio Boni Ombra di Dario, Massimo Nicolini Serse e il coro straordinario (tra cui spiccano Marco Maria Casazza, Francesco Migliaccio, Fabrizio Bordignon, Rosario Tedesco, Giovanni Nardoni, Antonello Cossia) Sopra il video integrale con le interviste ————————————I Persiani di Eschilo,Fondazione Inda, Teatro Greco di Siracusa, fino al 28 giugno 2026

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