“Il 9 novembre, anziché portare un fiore sulla tomba di mio figlio, sarò in tribunale”.
La battaglia che Matteo Plicchi, padre di Vincent Plicchi, 23enne morto suicida in diretta su TikTok nel 2023, porta avanti nonostante il dolore, ha questi tra gli obiettivi principali. È lui stesso a fare il punto, alla Festa dell’Unità, sull’andamento della vicenda dal punto di vista giudiziario. Mercoledì, nel giorno dell’anniversario della sua scomparsa, “che è terrena, perché Vincent vive sempre nei nostri cuori”, è stata fissata un’udienza, basata però su “indagini mai svolte.
La Procura aveva archiviato il caso e io ho cercato di sfondare il muro di gomma” di quella piattaforma. Adesso, con l’opposizione alla richiesta di archiviazione frutto dell’indagine che Plicchi ha condotto in questo tempo, “c’è una ragazza indagata per diffamazione, che non è mai stata sentita”. Resta al momento ancora in sospeso la responsabilità di chi ha portato Vincent a togliersi la vita. “Alcune persone si sono inventata una calunnia, una congiura dicendo on line che lui fosse un pedofilo”, seguendo la logica “del profitto economico che c’è dietro le piattaforme. Un’ingiustizia che lo ha seguito fino sul luogo di lavoro”, ricorda Plicchi.
L’articolo di Mariateresa Mastromarino è sul nostro sito 🔗
Riprese e Montaggio di Marco Santangelo 📹
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