Gli ultimi momenti di vita di Fakir ripresi dalla telecamera di uno dei poliziotti intervenuti per bloccarlo
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«Muori, va». Sono le 12.57 del 19 luglio, Abderrahim Fakir è steso per terra. Non respira più, i medici ne hanno appena dichiarato il decesso. Uno dei due agenti di polizia è sopra il corpo del 42enne e si sente quella frase. Poi qualcuno chiede: «Respira?». Gli ultimi momenti di vita di Fakir, oltre che dai video dei residenti del Pilastro, sono stati ripresi anche dalla bodycam di uno degli agenti impegnato nel tentativo di bloccarlo. Il video è finito agli atti dell’inchiesta. Negli atti ci sono anche le frasi pronunciate dopo la constatazione del decesso. «È schiattato ah». «Ca..o me ne frega a me», dicono i poliziotti. I due agenti e i 4 soccorritori della Croce Rossa sono «annotati» (non indagati grazie allo scudo penale) nel fascicolo della Procura per omicidio colposo. Nel video della bodycam, dal punto di vista dell’agente, si vedono tutti i 45 minuti del tragico intervento. La prima colluttazione con la vittima che poi viene bloccato a terra, l’intervento dei volontari della Croce rossa e infine la tragica morte di Fakir. Oggi, uno degli agenti difeso dall’avvocato Gabriele Bordoni, ha voluto chiedere scusa. «Voglio scusarmi con la famiglia di Abderrahim Fakir e con il mio corpo di appartenenza per le frasi inaccettabili che ho pronunciato», ha fatto sapere tramite il suo legale.