Fino al 9 agosto alla Fortezza da Basso, la 46esima assemblea biennale del Comitato per la ricerca spaziale. Abbiamo fatto un giro per capire di cosa si parla e quali sono i problemi e le risorse
Guarda il video su Corriere: https://video.corrierefiorentino.corriere.it/il-problema-del-traffico-nello-spazio-e-il-rover-anche-italiano-che-cerca-la-vita-su-marte-di-cosa-si-parla-al-cospar-a-firenze/9ae6e681-8031-4e4d-9cd3-a0b893830xlk
Anche la ricerca deve essere sostenibile. Specialmente quella spaziale. Sostenibile per l’ambiente e sostenibile nei rapporti tra nazioni. Con queste premesse oltre 3mila ricercatori e tecnologi da 80 Paesi del mondo si sono ritrovati a Firenze per la 46esima assemblea biennale del Cospar, il Comitato per la ricerca spaziale. Non è una prima volta: Firenze l’aveva già ospitata nel 1961 e 1963. «Qui ci sono delegazioni iraniane e americane, russe e ucraine… ma per ora sta andando tutto bene». Il vicepresidente Pietro Ubertini racconta che «il Cospar è nato per far dialogare persone e stati durante la guerra fredda. Questa città negli anni ’60 con il sindaco La Pira ha supportato la sua nascita. Ora ci troviamo in un momento difficile a livello internazionale e in orbita ci sono 18mila satelliti con richieste dalle più grandi potenze di arrivare a un milione di nei prossimi 5 anni. Possiamo imaginare come sarà difficile vedere il cielo nei prossimi anni e anche di questo si è parlato». Fino al 9 agosto alla Fortezza da Basso si susseguiranno conferenze ed eventi.Tremila contributi orali sulla ricerca spaziale di punta e circa 600 poster dedicati alle nuove tecnologie. Intanto si è parlato dei risultati della sonda Juno su Giove e di come i viaggi spaziali influenzino l’attività cerebrale di cervelli non più giovanissimi. Ma anche di come ormai gli indizi raccolti finora rendano più probabile che improbabile la vita su Marte a un certo punto della storia del pianeta. E di esplorazione su Marte parla anche Jorge Vago, direttore scientifico del progetto ExoMars dell’agenzia spaziale europea, con la riproduzione 1:1 del rover che partirà nel 2028. «È un progetto molto italiano, il 35 per cento dei fondi viene da Roma. Se tutto andrà bene atterrerà nel 2030 e potrà processare i campioni al suo interno. La destinazione è un cratere vecchio 4 miliardi di anni dove sembra esserci uno strato argilloso, segno della presenza in passato di acqua liquida». A ospitare l’evento l’Istituto nazionale di astrofisica che a Firenze è presente con l’osservatorio di Arcetri dove lavorano cento ricercatori: «Entriamo pienamente nella cosiddetta space economy – spiega il presidente dell’Inaf Roberto Ragazzoni – L’accesso allo spazio, oggi aperto anche agli operatori commerciali pongono nuove sfide: scientifiche, tecnologiche, politiche e culturali. Dalla sostenibilità delle attività orbitali, allo studio del clima terrestre e la tutela dei nostri cieli». Le opportunità del settore spaziale aprono anche a nuove possibilità in campo industriale. Lo racconto Umberto Pecchioli, manager della Pecchioli Research di Pontassieve: «Noi facciamo ottica. La misura ha a che fare con la meccanica, la meccanica soprattutto con l’automotive. Da quando il settore è in calo abbiamo iniziato a lavorare con l’aerospaziale. Partecipiamo ai bandi della varie agenzie e progetti e ci vengono chiesti pezzi per telescopi e strumenti che vanno anche in orbita». Il 5 agosto al teatro Niccolini uno degli eventi a margine aperti a tutti. Andrea Patassa, pilota sperimentatore dell’aeronautica militare e astronauta racconterà il proprio percorso professionale e le prospettive delle future missioni spaziali europee. Il 6 agosto Marica Branchesi, professoressa presso il Gran Sasso Science institute, parlerà dello studio delle onde gravitazionali e dell’astronomia multimessaggera dallo spazio.