Il vicepresidente degli Stati Uniti, JD Vance, torna a far discutere, intrecciando politica estera, religione e dinamiche interne al Partito Repubblicano. Durante un evento di Turning Point USA in Georgia, Vance ha affrontato più temi: dai negoziati con l’Iran, alle critiche a Papa Leone, fino al ruolo dell’attivista conservatore Charlie Kirk, ucciso lo scorso settembre.
Al centro dell’intervento, le parole del vicepresidente sul pontefice. Vance ha chiarito di non voler chiudere al dialogo: “Mi piace quando il Papa interviene su immigrazione, aborto, guerra e pace. Invita alla conversazione!”, ha detto. Tuttavia, ha espresso un netto dissenso su alcune posizioni recenti di Papa Leone, in particolare sull’affermazione secondo cui Dio non ascolta le preghiere di chi fa la guerra, citando il profeta Isaia.
Vance ha ribaltato la prospettiva con un riferimento storico forte: “Dio era dalla parte degli americani che liberarono l’Europa dai nazisti? Io penso decisamente di sì”.
Da qui l’affondo: secondo il vicepresidente, il pontefice rischia di confondere secoli di “teoria della guerra giusta”, e proprio per questo “è molto importante che il Papa sia cauto quando parla di questioni teologiche”.
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