Un cittadino israeliano su cinque è palestinese. Il 27 ottobre il suo voto potrebbe decidere se Netanyahu e l’estrema destra arriveranno ai 61 seggi necessari per governare.
In questa puntata degli Speciali Scanner sulle elezioni israeliane 2026 analizziamo il ruolo dei cittadini arabi di Israele e la crisi della sinistra ebraica.
– Mansour Abbas e Ra’am: la svolta pragmatica del 2021, quando un partito arabo è entrato per la prima volta in una coalizione di governo israeliana.
– La Lista Comune (Hadash, Ta’al, Balad) di Yousef Jabareen, Ahmad Tibi e Sami Abu Shehadeh: fine dell’occupazione, Stato palestinese nei confini del 1967, piena parità dei diritti.
– Il caso Ofer Cassif, il deputato più volte sospeso per aver denunciato in aula il genocidio a Gaza.
– L’eredità di Yitzhak Rabin, dagli Accordi di Oslo all’assassinio del 1995.
– Gideon Levy, la voce più scomoda di Haaretz: perché, secondo lui, tra Netanyahu e i suoi avversari “moderati” non c’è una vera differenza sull’occupazione.
Affluenza araba, alleanze impossibili e veti incrociati: ecco perché la partita si gioca anche fuori dai partiti sionisti.
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