L’inflazione rialzerà la testa in Europa, con un brusco salto al 3% già nel secondo trimestre di quest’anno. È la Banca Centrale Europea nel suo bollettino di marzo a prevedere una nuova fiammata dei prezzi, a causa della guerra in Medio Oriente e del blocco di Hormuz deciso dall’Iran, stretto cruciale per il traffico di molte materie prime essenziali, dal petrolio al gas ai fertilizzanti.
Un impatto che, a cascata, si ripercuote sulla crescita economica dei Paesi dell’euro, che sarà più negativa e accentuata a seconda della durata della guerra. Per ora, la BCE parla di prospettive di notevole incertezza e di una crescita modesta in questi primi tre mesi dell’anno. A Francoforte, dunque, l’attenzione è alta e la BCE è pronta a intervenire per ridurre i danni, alzando molto probabilmente il costo del denaro. Per il governatore della Banca d’Italia, Panetta, è a rischio anche la stabilità finanziaria.
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