All’inizio del suo cammino, il governo Meloni aveva alzato il tetto della flat tax per le partite Iva da 65mila a 85mila euro. Ora nell’ulitma legge di bilancio della legislatura, su pressione della Lega che rivendica la paternità della misura, l’esecutivo ha portato il tetto per usufruire dell’imposta sostitutiva al 15 percento sui redditi da lavoro autonomo addirittura fino a 100mila euro. Così dell’imposta agevolata, pensata all’inizio per i piccoli artigiani o professionisti, potrà beneficiare anche chi guadagna cifre considerevoli, aumentando gli squilibri del nostro sistema fiscale.
Anche perché alla tassa piatta più conosciuta e diffusa, in questi anni ne sono state aggiunte molte altre che riguardano varie categorie e forme di introito, con il risultato che a redditi e patrimoni simili corrsipondono livelli di tassazione molto diversi. Ma non è tutto. La flat tax è considerata da molti esperti anche un motoro per l’evasione fiscale.
Abbiamo messo in fila tutte le criticità della misura sostenuta dal governo Meloni e ne abbiamo chiesto conto a due importanti esponenti della maggioranza, il presidente della Commissione Finanze della Camera di Fdi Marco Osnato e il senatore della Lega Claudio Borghi.