«La Città delle Idee», gran finale in piazza Gramsci: tra cultura e Premi Nobel in via Solferino

di Furio Piccione

«La Città delle Idee», gran finale in piazza Gramsci: tra cultura e Premi Nobel in via Solferino

| sabato 27 Giugno 2026 - 10:29

Tra aneddoti, riconoscimenti e grandi firme, l’ultima tappa del tour per i 150 anni del Corriere rende omaggio alla tradizione culturale del Corriere

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Personaggi illustri tra le mura di via Solferino. Letterati insigniti del Premio Nobel e grandi protagonisti della cultura italiana: un ritorno a casa per l’ultima tappa de La Città delle Idee, il tour che ha accompagnato lettrici e lettori, insieme a ospiti e giornalisti, attraverso nove piazze storiche di Milano per celebrare i 150 anni del Corriere della Sera.Per il tredicesimo e ultimo appuntamento, in piazza Gramsci, il tema è stato quello della cultura e, in particolare, dei Premi Nobel assegnati — e talvolta mancati — a personalità che hanno lavorato o sono passate da via Solferino.A dialogare con il pubblico sono stati Antonio Troiano, caporedattore della sezione Cultura del Corriere della Sera, e Paolo Di Stefano, scrittore ed editorialista del nostro giornale.«Che cosa significano oggi e che cosa hanno significato in passato le pagine culturali del Corriere della Sera? Grazie al contributo di personalità rilevanti, hanno saputo trasmettere un principio fondamentale: in tempi di crisi dell’editoria, l’attenzione alla qualità e alla cultura rappresenta un antidoto e un percorso che può portare ottimi risultati», ha sottolineato Troiano.«Il Corriere ha avuto diversi collaboratori, sia esterni sia interni, che sono stati insigniti del Premio Nobel, come Eugenio Montale e Luigi Pirandello. Montale è stato il più “interno” di tutti, avendo lavorato direttamente in redazione. Raccontare il rapporto tra il nostro giornale e i suoi illustri collaboratori significa anche ricordare episodi curiosi», ha aggiunto Di Stefano. «Tra questi, la premiazione di Salvatore Quasimodo nel 1959 e la risposta di Montale con un elzeviro ironico pubblicato sul quotidiano, che iniziava con la frase: “A caval donato non si guarda in bocca”».Sono stati 13 gli incontri in programma tra maggio e giugno nelle principali piazze milanesi: occasioni per aprire un dialogo tra i lettori e il Corriere, attraverso le giornaliste e i giornalisti presenti in piazza. A ogni appuntamento sono state distribuite gratuitamente tote bag contenenti uno speciale dedicato ai 150 anni del Corriere della Sera e una copia del giornale del giorno.

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