Nei giorni scorsi i magistrati hanno chiesto l’archiviazione per l’inchiesta sulla scoparsa della piccola
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«Sono dispiaciuta che la procura si stia arrendendo. In cuor mio so che Kata e’ ancora viva: e’ la speranza che mi ha svegliare ogni mattina». Non si arrende Katherine Alvarez, la mamma della bambina peruviana di 5 anni sparita nel nulla il 10 giugno 2023 dall’ Astor, ex hotel a 3 stelle chiuso con la pandemia e poi occupato abusivamente da peruviani e rumeni. Stamattina al fianco del suo avvocato, il penalista Giovanni Conticelli, ha varcato il portone del palazzo di giustizia di Firenze per acquisire le oltre 28 mila pagine degli atti di indagine svolte in tre anni dai carabinieri dal giorno successivo alla scomparsa della piccola fino a qualche settimana fa.
Inoltre, nel dossier sono comprese oltre 40 tetrabite di immagini. Materiale che dovrà essere esaminato dal legale al quale toccherà valutare, entro 30 giorni, se opporsi alla richiesta di archiviazione firmata dalla pm Christine von Borries. Poi il gip dovrà decidere se archiviare. In ogni caso le indagini potranno sempre essere aperte in un futuro anche prossimo. «Sicuramente la Procura ha fatto di tutto per cercare i responsabili della scomparsa della mia bambina – prosegue Katherine – capirò leggendo gli atti, se sono state approfondite anche le segnalazioni che avevo fatto. Nel gennaio scorso ho incontrato la procuratrice capo Rosa Volpe e ho indicato alcune situazioni che spero che siano state verificate».