Erano le 21:46 del 13 gennaio 2012 quando la Costa Concordia, una nave da crociera con 4229 persone a bordo, colpì un gruppo di scogli davanti all’isola del Giglio.
Fu il comandante della nave, Francesco Schettino, a decidere quel passaggio ravvicinato lungo costa, l’inchino. Una manovra folle che causò, a una nave da 450 milioni di euro, una falla di 70 metri sul lato di sinistra della carena. La Concordia sbandò, riuscendo a evitare l’affollamento completo solo per un colpo di fortuna, mentre 4200 persone si salvarono 32 furono i morti tra passeggeri e membri dell’equipaggio.
