Avevano perfino le ferie. Un’organizzazione strutturata come una vera azienda, con stipendi regolari, turni di lavoro e pause estive, ma costruita interamente sull’illegalità. È il quadro che emerge dall’inchiesta, coordinata dalla Procura di Trani, che ha smantellato una banda, composta prevalentemente da cerignolani, specializzata nel furto, smontaggio e riciclaggio di auto. Quindici le persone arrestate, 12 in carcere e 3 ai domiciliari, accusate a vario titolo di associazione per delinquere finalizzata al furto e al riciclaggio di veicoli. Secondo quanto emerso dalle indagini “dipendenti” dell’organizzazione guadagnavano circa 200 euro al giorno.
Lavoravano cinque giorni a settimana, si concedevano la domenica libera e, come in qualsiasi impiego, anche le ferie. In pratica un’attività criminale pienamente assimilata a una lavorativa ordinaria. Tanto che alcuni componenti della banda speravano di fare carriera e guadagnare di più: se non riusciva a fare il salto di qualità c’era sempre la possibilità di passare ad un’altra banda che poteva offrire di più. L’organizzazione era in grado di rubare in una sola notte anche dieci auto portarle in uno dei magazzini, smontarle in poche ore e rivenderne i pezzi sul mercato nero.
