È accaduto nella capitale Minsk, dove regna silenzio, ordine e paura
A Minsk, davanti ai tavolini di un pub, si sta esibendo un ragazzo con chitarra e amplificatore. Il cantante non è granché, il repertorio neppure, solo canzoni sovietiche Anni 60 e 70 sul mal d’amore. Due poliziotti lo interrompono, il ragazzo spegne l’amplificatore, ripiega l’asta del microfono, mostra i documenti, non tenta neppure di giustificarsi. I passanti non lo difendono o buttano lì una battuta perché lo lascino andare. I testi sono innocui, solo cuore e batticuore, ma gli autori? Uno era ucraino, l’altro un contestatore di Putin, l’altro idem per di più fuggito all’estero. Era dunque un oppositore subliminale? Nel dubbio: arrestato. Nel Paese ormai regna il silenzio, l’ordine e la paura (qui il reportage completo da Minsk) ( Andrea Nicastro, inviato a Minsk / CorriereTv ). Guarda il video su Corriere: https://video.corriere.it/esteri/arresto-musicista-strada-portato-via-polizia/239e0f0c-3f7b-11ee-96ba-9892496e1c04