"I fermati vengono fatti scendere dai mezzi con le mani violentemente legate dietro la schiena, e costretti a camminare a testa china tra due ali di agenti che dispensano sputi, insulti e colpi alla nuca. All’interno i detenuti sono costretti a rimanere in piedi con la faccia attaccata al muro e le braccia sollevate per ore e ore, senza la possibilità di muovere un muscolo. Chi cede per la stanchezza, viene preso a calci."
Questo è solo una parte dell’inferno della caserma di Bolzaneto, dove tra violenze, umiliazioni e abusi si consumò una vera e propria tortura di Stato.
A venticinque anni dal G8 di Genova, la ricostruzione di un movimento che voleva cambiare il mondo e di uno Stato che decise di sospendere la democrazia, lasciando una ferita aperta e ancora oggi del tutto impunita.
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