Maledetta curiosità che li ha spinti a «buttare un occhio» oltre quel tunnel, maledetto dosso che ne ha oscurato l’ingresso e maledette torce che c’erano, sì, ma probabilmente non sono state usate nel migliore dei modi per ritrovare la via del ritorno, quella giusta. Almeno così dice chi nella «grotta degli italiani», come ormai la chiamano tutti qui, è sceso in passato. E non sono pochi, a quanto pare. «Non è sconosciuta, anche se non c’è alcuna mappa depositata. In molti si sono immersi nella prima camera, maldiviani e non», racconta un istruttore locale, dietro garanzia che non pubblicheremo nome né foto «perché il presidente non vuole». Chi non ha con sé filo d’Arianna, frecce o sagole, all’ingresso del corridoio che unisce le due camere della grotta spesso mette una torcia per ritrovare il cammino a ritroso. Ma poi…