Ci sono altre due famiglie distrutte. Sono quelle di Alexandru Ionut Miron di 23 anni e Eduardo Alin Carutasu di 19 anni, i due giovani originari della Romania che i carabinieri hanno arrestato con l’accusa di concorso in omicidio volontario aggravato dai futili motivi.
Avrebbero colpito a ripetizione, anche quando era già a terra, Giacomo Bongiorni, 47 anni, morto davanti a suo figlio. Per l’omicidio è stato fermato anche un minorenne, italiano.
A parlare — in questa storia che sembra non avere senso — sono i padri dei due ragazzi, mentre fanno la spola tra gli uffici dei carabinieri e le stanze degli avvocati. «Siamo distrutti. Io sono distrutto, mia moglie è distrutta. Noi chiediamo scusa alla famiglia per quello che è successo», dice Gabriele, il padre di Eduardo.
È un uomo che ha toni pacati e disperati al tempo stesso. Un uomo che non riesce a darsi pace: «Io credo che debba essere successo qualcosa, loro dicono che si sono difesi. Io posso dire che non ho insegnato a mio figlio la violenza, mio figlio non è violento. Ma non è questo il momento per dire queste cose», tenta ancora di spiegare. Perché questo è il momento per un solo pensiero, che tutti hanno: «Il mio pensiero è alla famiglia di quell’uomo, al suo bambino che era lì».
