Le parole di Damiano Rizzi, psicoterapeuta e fratello di Tiziana Rizzi, vittima di femminicidio nel 2013, riaccendono il dibattito pubblico sulla definizione e sul significato del termine "femminicidio".
La lettera, scritta in risposta alle recenti dichiarazioni del Generale Roberto Vannacci, parte da una vicenda personale e familiare per affrontare un tema che continua a dividere l’opinione pubblica: la differenza tra omicidio e femminicidio.
Attraverso il racconto della morte della sorella e del percorso umano intrapreso negli anni successivi, Damiano Rizzi propone una riflessione sul rapporto tra violenza di genere, cultura, educazione e responsabilità sociale, sostenendo la necessità di riconoscere il femminicidio come fenomeno distinto e strutturale.