Se potessi parlare con una persona che ami anche dopo la sua morte?
Gaia ha ricevuto una mail da suo padre. Dentro c’è un link con il suo deadbot: un chatbot costruito utilizzando messaggi, fotografie, registrazioni vocali, ricordi e altre tracce digitali di una persona. L’ha creato il padre di Gaia, un esperimento nato pensando a lei, perché un giorno potesse aiutarla a sentirlo ancora accanto.
Così Gaia ci parla per mesi. Ma con il passare del tempo la conversazione diventa inquietante: il dead bot non solo imita suo padre, ma comincia anche a dire bugie, a raccontare ricordi inventati. Quando una macchina imita una persona che amiamo, con chi stiamo davvero parlando? Gaia con chi sta parlando ora?
Sono entrata nel mondo dei deadbot e della “resurrezione digitale”: un mercato che può avere importanti ripercussioni su chi vive un lutto. E vi racconto cosa ho scoperto.
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