Tra le macerie del Ponte Morandi, nell’agosto del 2018, continuò a cercare anche dopo essersi ferita. Un frammento di cemento le aveva quasi reciso un polpastrello, ma dopo essere stata medicata tornò immediatamente al lavoro. Pochi minuti dopo, il suo fiuto individuò un’auto sepolta sotto i detriti: all’interno c’erano due persone e un cane. Anche grazie a lei furono salvati.
È una delle immagini che oggi tornano alla mente ricordando Zoe, la golden retriever del nucleo cinofilo dei Vigili del Fuoco di Imperia, morta dopo una grave malattia. Aveva soltanto due anni quando fu impiegata in una delle più drammatiche operazioni di soccorso della storia del Paese, dimostrando una determinazione che le valse l’ammirazione dei soccorritori.
Il suo intervento a Genova le valse, l’anno successivo, il Premio Internazionale Fedeltà del Cane di San Rocco di Camogli, un riconoscimento assegnato per il contributo offerto nelle operazioni di soccorso insieme agli altri uomini e cani impegnati sul campo. Ma quella del Ponte Morandi è stata solo una delle tante missioni affrontate durante una vita trascorsa al servizio dei Vigili del Fuoco. Negli anni successivi Zoe ha continuato a partecipare alle attività operative e ai progetti di educazione nelle scuole, diventando anche un volto della cultura della prevenzione e del soccorso.