«Non volevo ucciderla. Stavamo litigando perché non mi faceva dormire». Con queste parole Giuseppe Musella ha confessato di aver ucciso la sorella Jlenia.
Una lite in casa – ieri, martedì 3 febbraio – che sfocia in un omicidio. Con un movente di quelli che vengono liquidati nei verbali della polizia come “futili motivi”. Due parole asettiche che però non riescono mai a contenere il peso di una tragedia familiare.
Dietro quella formula c’è una casa, una lite, una notte agitata. E poi un coltello da cucina che diventa arma. È accaduto tutto in pochi istanti nel pomeriggio di ieri a Napoli, nel rione Conocal di Ponticelli.
