Il filmato ripreso da una telecamera indossata dagli agenti mostra Jaime Diaz con la schiena contro una recinzione. È un immigrato irregolare honduregno, alto poco più di un metro e trenta, fermato dalla polizia di frontiera a Laredo, in Texas. Le autorità lo accusano di aver colpito un agente con il gomito durante l’arresto. Ma dalle immagini emerge un’altra storia: è l’uomo in divisa a sferrare un pugno contro Diaz, mentre nessuno dei colleghi presenti conferma di aver visto l’aggressione contestata. Una giuria federale finirà per assolverlo. Il suo è uno degli oltre 550 procedimenti esaminati dal New York Times in un’inchiesta sulle accuse mosse contro migranti e manifestanti durante la campagna di deportazioni dell’amministrazione Trump. Il quadro che emerge dagli atti giudiziari, dalle testimonianze e dai video degli arresti è molto diverso dalla rappresentazione offerta dalla Casa Bianca, che ha ripetutamente descritto quanti ostacolano le operazioni dell’Ice e della Border Patrol come «insurrezionalisti», «animali» e «teppisti».