«Le ragazze sono state bene, le ha portate qui il nonno», dice la signore Sofia, indagata a piede libero per la scomparsa delle due sorelle, che vive nella casa in cui sono state ritrovate le due
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Ecco la stanza in cui le due sorelline scomparse da una casa famiglia in provincia dell’Aquila sono rimaste segregate due settimane, per dirla con le parole del procuratore di Sulmona. Siamo alla periferia di Formia, in una casa popolare al quarto piano. Nell’appartamento, dove vive l’ottantenne Sofia, sono state trovate anche buste di cibo per le ragazze e un telefono usato dalla mamma delle ragazze per mettersi in contatto con loro. «Le ragazze sono state bene in queste due settimane – dice la signora Sofia parlando con il nostro inviato Alfio Sciacca -. Le ha portate qui il nonno. Non sono state segregate, potevano tranquillamente girare per la casa». «Cosa penso io? Che il tribunale debba fare una cosa, far mettere d’accordo marito e moglie. Non doveva affidare le ragazze al padre». La donna, che è indagata, continua a dire che le bambine dovrebbero stare con la mamma e ha ribadito che conosceva solamente il nonno e per questo si è offerta a mettere a disposizione l’appartamento per ospitare le sorelline.