Una confidenza. Poi una decisione maturata nella notte. Una bambina di nove anni racconta al nonno che a scuola c’è un compagno che la infastidisce, che la prende di mira davanti agli altri. Lui ascolta. Ha 68 anni. Martedì mattina decide di intervenire da solo. Nel modo sbagliato. E finisce denunciato.
È accaduto alla scuola elementare Leonardo Da Vinci di Voghera. Sono da poco passate le 8.30, l’orario dell’ingresso, quando centinaia di alunni entrano contemporaneamente nell’edificio e insegnanti e collaboratori scolastici sono impegnati nella vigilanza.
Secondo la ricostruzione degli investigatori, l’uomo tenta di accedere insieme agli studenti approfittando della confusione. Viene fermato dal personale. A quel punto avrebbe dichiarato di appartenere alle forze dell’ordine e viene lasciato passare.
Raggiunge l’aula frequentata dalla nipote. Individua il bambino che ritiene responsabile degli atteggiamenti da bullo e lo colpisce con uno schiaffo davanti ai compagni e all’insegnante seduta alla cattedra. Tutto dura pochi secondi. Poi si allontana.
La dirigente scolastica dell’Istituto comprensivo Sandro Pertini, Maria Teresa Lopez, viene informata immediatamente e avverte la polizia. «Nessun adulto si deve permettere di toccare un bambino», sottolinea.
