L’aveva detto: «Se sento male, mi fermo e valuto la situazione. Non accetto più di lottare contro il dolore». Quello che Federica Brignone temeva, augurandosi peraltro che non accadesse, è avvenuto. Non in maniera traumatica, ma è successo durante il percorso di pieno ritorno all’attività agonistica dopo il doppio trionfo olimpico ai Giochi 2026 (un miracolo sportivo costruito su un incredibile recupero dal terribile incidente alla gamba sinistra del 3 aprile 2025, che provocò frattura di tibia, perone e legamenti mediali, oltre alla rottura del legamento crociato anteriore) e la chiusura anticipata di una stagione epica ma «monca», ad Andorra, il luogo in cui il fisico le spiegò che stava esagerando. Così ieri la pluricampionessa azzurra dello sci è finita di nuovo sotto i ferri.