Le donne possono entrare, partecipare alla vita del circolo e prendere parte alle attività sociali, ma non possono votare né candidarsi agli organi direttivi. Succede al Circolo Unione di Palermo, storico club cittadino fondato nell’Ottocento e frequentato da professionisti, imprenditori e rappresentanti delle istituzioni, incluso il sindaco Roberto Lagalla.
A sollevare il caso è stato Il Fatto Quotidiano, che ha ricostruito come lo statuto distingua tra soci ordinari e «frequentatrici»: queste ultime, pur potendo accedere ai locali e alle iniziative del circolo, non hanno diritto di voto e non possono ricoprire cariche sociali.