Palloncino salvavita bandito dagli ospedali perché non ha il marchio Ce

di Furio Piccione

Palloncino salvavita bandito dagli ospedali perché non ha il marchio Ce

| domenica 10 Maggio 2026 - 09:28

Manca il marchio «Ce», garanzia di sicurezza. E così lo speciale palloncino che potrebbe aumentare le chance di sopravvivenza dei feti colpiti da forme gravi di ernia diaframmatica non può essere usato. L’intervento per inserire il dispositivo medico nella trachea dei piccoli quando sono ancora nella pancia della mamma non si può fare. Una possibile operazione è saltata a gennaio al Policlinico di Milano, uno dei due centri italiani (l’altro è il Bambino Gesù di Roma) che si occupa di questa rara malattia. Il rischio è che ciò accada ancora. Ma il problema è iniziato anni fa. Un passo indietro, dunque.
Nei pazienti con ernia diaframmatica uno o più organi dell’addome «attraversano» il diaframma e invadono la cavità del torace, compromettendo il corretto sviluppo dei polmoni. È possibile operare i bebè dopo il parto, ma nei casi più gravi le speranze di salvarli sono poche. Solo il 15%, secondo due studi del 2021 pubblicati sul New England Journal of medicine. Esiste però un’altra strada: intervenire prima della nascita, con una tecnica chiamata Fetoscopic endoluminal tracheal occlusion (Feto) che raddoppia le possibilità di sopravvivenza. In sostanza, si inserisce una sorta di palloncino nella trachea del feto: il liquido prodotto dai polmoni rimane così intrappolato, invece di confluire nel liquido amniotico. Il polmone si «riempie» e guadagna spazio. Alla nascita del bimbo, i medici hanno di conseguenza un organo più grande da ventilare e una maggior probabilità di successo. Il device va inserito tra la 28esima e la 29esima settimana di gestazione e rimosso dopo un mese.

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