L’avvocata Claudia Pezzoni diffonde il video che mostra quanto è avvenuto prima dello scontro a Parma: «È il docente a invitare i ragazzi a seguirlo nel parco, non sono loro a rincorrerlo
Guarda il video su Corriere: https://video.corriere.it/parma-il-nuovo-video-precedente-allo-scontro-tra-professori-e-studenti-e-un-docente-a-indicare-ai-ragazzi-dove-andare-questo-cambia-la-storia/aa250fbb-67b4-400f-9f28-930cbae75xlk
«Questo nuovo video secondo noi è importante perché mostra quello che è successo prima del video che ha fatto il giro del Web nei giorni scorsi. E cioè: è il professore che invita i ragazzi a seguirlo nel parco. È lui che dice qualcosa tipo: andiamo di là, lontano dalla scuola. Indica proprio il luogo. Non sono i ragazzi che lo rincorrono così, di punto in bianco. Se dobbiamo raccontare questa storia, allora raccontiamola tutta».L’avvocata Claudia Pezzoni ha deciso di uscire allo scoperto e ha diffuso, «nell’interesse della verità e della giustizia per il mio assistito», un secondo video sui fatti di Parma di qualche giorno fa. E cioè: sullo scontro fra un gruppetto di ragazzi e due professori dell’Itis Leonardo da Vinci in un parco vicino a scuola. Dal primo dei filmati diffusi finora si vedevano prima i ragazzi rincorrere uno dei due prof e poi l’altro insegnante che bloccava a terra uno studente mentre un ragazzo (anche lui studente) lo colpiva alla schiena con qualcosa che sembrava una cinghia. Adesso il nuovo video racconta la parte precedente a quelle scene. E in questo caso non si vede nessuno rincorrere nessun altro. «I ragazzi lo seguono in fila indiana tranquillamente», dice l’avvocata di uno dei tre ragazzi coinvolti.Perché c’è di mezzo un’avvocata? Perché – si è saputo oggi – i tre studenti (di 17,16 e15 anni) sono tutti e tre indagati (a vario titolo) per violenza e minacce aggravate nei confronti di personale scolastico. Un procedimento scattato d’ufficio, come prevedono la legge Cartabia e il decreto sicurezza: l’indagine scatta se i fatti si verificano nei pressi della scuola ai danni, appunto, del personale scolastico.Quindi poco conta il fatto che i prof non abbiano firmato alcuna denuncia contro i ragazzi. Che tra l’altro sono stati sospesi per un mese, che rischiano la bocciatura e che si difendono contrattaccando. O meglio: lo fanno i loro genitori. La famiglia del ragazzo più grande ha infatti firmato una denuncia nei confronti dei professori coinvolti nella rissa.Per i ragazzi procede il tribunale di Bologna, per i professori la procura ordinaria.