Per il secondo anno la «Pastasciutta antifascista» sarebbe dovuta tornare ad Ascoli Piceno, organizzata con le associazioni «L’assalto ai forni» e l’Anpi locale, per ricordare i leggendari fratelli Cervi (fucilati dai fascisti repubblichini il 28 dicembre 1943 al Poligono di Tiro di Reggio Emilia), che il 25 luglio 1943 offrirono un piatto di pasta a tutto il paese di Campegine per festeggiare la caduta del fascismo e la destituzione di Mussolini. Come in tantissime piazze italiane, tra cui anche San Benedetto del Tronto il 24 luglio e Colli del Tronto il 25 luglio, anche ad Ascoli c’era l’intenzione di festeggiare la ricorrenza all’insegna della condivisione, dello stare insieme e dei valori dell’antifascismo.